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Descrizione del progettoLa Scuola Estiva di Metodologia Qualitativa, inaugurata nell'estate 2003 e giunta alla terza edizione,
è patrocinata dal Dipartimento di Sociologia e Comunicazione, e va considerata un'attività didattica integrativa di tipo sperimentale,
cui sono stati assegnati, dall'anno accademico 2003-2004, 4 c.f.u.
L'organizzazione della Scuola si deve alla cattedra di Istituzioni di Sociologia diretta dal Prof. Renato Cavallaro.
La Scuola si avvale di una didattica frontale rigorosa (almeno 30 ore), affidata a professori universitari della Facoltà di Scienze della Comunicazione o di altre Università ed anche ad esperti qualificati. La Scuola Estiva richiede e sollecita la continua "partecipazione" degli studenti, al fine di far loro sperimentare un comune percorso conoscitivo mediante l'applicazione di alcune tecniche dell'analisi qualitativa: l'osservazione partecipante, la raccolta dei materiali biografici primari e secondari, i modelli di costruzione e di trascrizione delle biografie, i modi dell' organizzazione dei ricordi personali e delle forme private di scrittura, grazie anche all'ausilio di alcune nozioni di fondamentali nozioni di etnolinguistica e di etnoanalisi delle pratiche quotidiane. Un importante momento didattico è dato dal confronto tra gli studenti e la società locale, soprattutto nel momento cruciale della raccolta del materiale "biografico". Per agevolare questo percorso didattico gli studenti sono suddivisi in gruppi di studio e ciascun gruppo è affidato alla guida dei tutor ed alla supervisione dei docenti. La Scuola è l'occasione privilegiata per un contatto quotidiano tra docenti e studenti; essa è il luogo dello scambio e della circolazione di idee e di opinioni sulle quali dibattere e reciprocamente confrontarsi. Per questo motivo essa è organizzata sul modello di un campus didattico-formativo ed ha, di conseguenza, un carattere eminentemente "residenziale": gli studenti, i tutor e il docente responsabile verranno infatti alloggiati in abitazioni "private" libere, messe a disposizione dall'Amministrazione Comunale. L'esigenza di una didattica partecipata impone purtroppo un numero limitato di studenti. Per informazioni sulla disponibilità dei posti e le modalità di iscrizione, vi rimandiamo all'apposita sezione del sito, Iscrizione. IMPORTANTE:la partecipazione alla Scuola Estiva di Metodologia Qualitativa è un canale privilegiato di accesso al Master
di I livello "Teoria e analisi qualitativa nella ricerca sociale" (60 c.f.u.), diretto dalla prof. M.I.Macioti: a parità di merito si transita direttamente dalla Scuola al Master.
Inoltre consente, per lo stesso Master, la riduzione delle ore di frequenza obbligatoria.
Per contatti con il Master metodologiaqualitativa@yahoo.it La scelta del luogo
La Scuola Estiva di Metodologia Qualitativa è stata organizzata nel Molise,
una regione dell'Italia centro-meridionale che presenta peculiari caratteristiche sociologico-culturali. Si tratta infatti
di una regione con un bassissimo tasso demografico, con una economia ancora oggi nettamente rurale, e quindi con una modesta industrializzazione, concentrata in particolare nella zona di Termoli;
è stata inoltre una regione che ha avuto un enorme movimento migratorio a partire dagli anni '50,
con picchi altissimi in alcuni comuni. L'isolamento storico-culturale ed economico che contraddistinguono questa regione
hanno qua e là mantenuto inalterate nel tempo antiche usanze, complessi rituali folklorici, festività devozionali.
Lo squilibrio tra industria e agricoltura, il ritardo nello sviluppo industriale fanno di questa regione un luogo molto particolare sia per un antropologo che per un sociologo; la scelta di questo territorio scaturisce inoltre dalla volontà di suscitare nei giovani studenti, provenienti soprattutto da città medie e grandi, un impatto immediato con un territorio sostanzialmente diverso rispetto alle loro quotidiane esperienze. La Scuola Estiva di Metodologia Qualitativa si è svolta per due edizioni consecutive (2003 e 2004) nel Comune di Montorio nei Frentani per ragioni strettamente legate alla storia della Sociologia italiana nata nel secondo dopoguerra. Infatti agli inizi degli anni '50, il sociologo Guido Vincelli che viveva e lavorava a Roma, decise di intraprendere lo studio del Comune in cui era nato: Montorio nei Frentani. Lo studio, organizzato facendo interagire la sociologia e l'antropologia, suscitò l'interesse di Franco Ferrarotti, fondatore con Nicola Abbagnano della rivista Quaderni di Sociologia e la ricerca di Vincelli vi trovò subito ospitalità. Dopo essere apparso a puntate (tra il 1954 e il 1957) sulla rivista, lo studio fu poi pubblicato in volume nel 1958 per i tipi delle edizioni Taylor di Torino con il titolo: Una comunità meridionale: Montorio nei Frentani - Preliminari a un'analisi sociologico-culturale con la prefazione di Franco Ferrarotti. In questo lavoro, l'autore "misura" il weberiano Kulturbedeutung (significato culturale) dei cosiddetti temi culturali, adoperando il concetto di tempo ciclico caratteristico di ogni universo rurale. Per questo motivo egli prende in esame il ciclo dell'anno e il ciclo dell'uomo, le cui trame - sostanzialmente connesse alla struttura agricola del luogo - erano costituite dalla cultura o apparato complesso di usanze, tradizioni e costumi della comunità, il cui riverbero modellava la condotta quotidiana del montoriese. Questo tipo di ricerche appartiene a quel filone di indagini empiriche denominate community studies, particolari lavori di ricerca empirica sul territorio già sperimentati dalla sociologia statunitense e che fiorirono in Italia per poco più di un decennio (1950-1962). La peculiarità di queste indagini risiede nel fatto che gran parte di esse furono condotte adoperando concetti e tecniche strettamente connessi all'indagine empirica qualitativa. In questo modo vennero studiate le dinamiche del sottosviluppo meridionale e dei problemi connessi alla povertà economica e culturale, che provocava grandi sacche di emarginazione; venne anche analizzato l'universo dei valori attraverso un attento studio della cultura o apparato complesso di norme e di regole che aggregano, storicamente, gli individui; fu studiata l'economia locale e furono tracciate le line di possibili piani di sviluppo; si analizzarono anche le abitudini e il folklore delle popolazioni locali e furono studiati il regime alimentare, i consumi, le malattie, etc...; furono cercati indicatori che svelassero gli atteggiamenti nei confronti del consumo e fu esplorata in profondità la struttura della scolarizzazione e il grado di diffusione dell'associazionismo prepolitico di base... Le finalità di questi studi furono in gran parte di tipo operativo: in altri termini la ricerca serviva a proporre soluzioni, anche pratiche, per arginare l'esodo migratorio che già si stava organizzando e del quale gli studiosi di allora delineavano le tracce. Com'è noto praticamente poco o nulla venne fatto a livello politico per intervenire sui piccoli comuni italiani del nord, del centro e del sud per cui l'emigrazione fu l'unica valvola di salvezza. Il sociologo Renato Cavallaro sta studiando da alcuni decenni la vita sociale, culturale, religiosa, politica di Montorio nei Frentani, privilegiando materiali di tipo qualitativo. Alcuni dati in Archivi, lettere, storie, Guerini, Milano 2002. |
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